Brune Francois - "Cronovisore. Il nuovo mistero del Vaticano: La macchina del tempo" [ scheda libro ]

Nov
30

Secondo Francais Brune, sacerdote, teologo e parapsicologo molto conosciuto negli ambienti congressuali, (autore del libro in questione, edito dalle Mediterranee), un monaco avrebbe inventato un apparecchio in grado di vedere e ascoltare tracce e persone del passato, i loro ambienti, i loro abiti, le parlate dell'epoca: "non una ricostruzione, egli dice, ma l'evento stesso nel momento in cui si è realmente verificato".
Ma, aggiunge padre Brune, lui l'apparecchio non l'avrebbe mai visto, per cui il libro "Cronovisore" (questo è il nome dell'apparecchio, una vera macchina del tempo), edito recentemente dalle Edizioni Mediterranee, racconta la storia della ricerca di questo apparecchio che, ove fosse veramente esistito, avrebbe sicuramente sconvolto la Storia. Padre Brune racconta i fatti come un giallo. Vi sono coinvolti personaggi come Padre Agostino Gemelli, rettore per 40 anni dell'Università del Sacro Cuore di Milano e Padre Pellegrino Ernetti (specialista in fisica quantistica e sub-atomica e specialista, sembra, in musica polifonica, nonchè docente al Conservatorio di Stato "Benedetto Marcello di Venezia. Già Padre Gemelli, racconta Brune, era incappato in spontanee voci paranormali su nastro. Studiando con Padre Gemelli, Ernetti cominciò a pensare che tutta la creazione potrebbe essere un'onda e pertanto tutto ciò che noi intercettiamo e produciamo è un'onda, giungendo alla conclusione "che tutte le particelle elementari vivono e restano vitali nella misura in cui sono formate da onde sonore". Diventato titolare di musica polifonica (che abbraccia un arco di tempo che va da duemila anni a.C.) ed entrato in contatto con scienziati di tutto il mondo, Padre Ernetti è sempre nel racconto che fa di sè a Padre Brune - cominciò a pensare alla costruzione di un apparecchio capace di captare le onde che provengono dalla storia del passato: il cronovisore. L'apparecchio, secondo la descrizione del suo inventore, creerebbe una sorta di ologramma a tre dimensioni, in rilievo, con personaggi della grandezza di quelli degli schermi televisivi, con suono, movimento e voci. L'apparecchio poteva essere regolato per l'epoca desiderata e centrata sul personaggio che si voleva osservare, qualunque ne fosse l'epoca: Mussolini, Napoleone, Cicerone e perfino Cristo di cui con l'ologramma si sarebbero ricostruiti particolari inediti della sua morte potendo seguire, ad esempio, tutti gli eventi della sua vita fino alla crocifissione, come in presa diretta.

Secondo Padre Ernetti l'apparecchio fu smontato dopo essere stato mostrato a Papa Pio XII, presenti anche il Presidente della Repubblica, il Ministro della Pubblica istruzione e i membri dell'Accademia pontificia. Gli schemi tecnici sarebbero in Svizzera, altri in Giappone e una copia a Roma. Il motivo per cui gli esperimenti furono sospesi sarebbero di natura etica, perchè cadrebbero tutti i segreti di Stato, quelli scientifici, commerciali, diplomatici. L'apparecchio può intercettare tutti, anche contemporanei, per cui nessuno potrebbe pi๠proteggere la propria vita privata. Uno sconvolgimento, scrive Padre Brunne, specie nelle mani di una dittatura politica o economica.

Con la persistenza nel tempo e nello spazio delle one elettromagnetiche Padre Brune spiega anche le voci al magnetofono, la conoscenza paranormale del passato e del futuro da parte dei sensitivi: tali onde, in realtà , sono fuori del tempo ma non dello spazio, per cui l'annullamento temporale consentirebbe l'aggancio in uno spazio che è in attesa di decodificazione. Questo spiegherebbe il motivo per cui certi sensitivi sembrano rivivere, come se accadesse in quel momento, avvenimenti del passato, come è accaduto tante volte a Gèrard Croiset col famoso esperimento della sedia vuota. Da qui al cronovisore di Padre Ernetti il passo è breve. Lo stesso Edison sembra avesse previsto che un giorno sarebbe stato possibile registrare la voce di Ges๠di duemila anni fa.

Da quel punto in poi Padre Brunne tenta di ritrovare l'apparecchio smontato da Padre Ernetti e del quale non volle dare a Brunne indicazioni per trovarlo.

Per prima cosa, però, Padre Brune proprio nella Biblioteca Bozzano-De Boni di Bologna scopre che una foto di Cristo risultante dal cronovisore di Padre Ernetti, era stata già pubblicata e che era simile a una vecchia immagine devota di un crocefisso, solo invertita da destra a sinistra. L'immagine sarebbe stata ottenuta dalla citata macchina ma era un falso, nè padre Ernetti, su invito dei Giornali dei Misteri, aveva reputato di chiarire la cosa nonostante Sergio Conti, per salvargli la faccia, aveva proposto che forse Padre Ernetti aveva influenzato il cronovisore dal momento che in precedenza aveva visionato quell'immagine di crocefisso nella chiesa di Collevalenza.

La faccenda si complicava al punto che Padre Brune va a chiarirla personalmente a Venezia, ma da Padre Ernetti ottiene solo vaghe giustificazioni, tra l'altro quella che le autorità ecclesiastiche gli avevano impedito di difendersi dalle accuse di millanteria.

Secondo il Brune Padre Ernetti avrebbe dato la fotografia dell'immaginetta per liberarsi dalla persona di un giornalista che voleva qualche del cronovisore, ma ora si cade in illazioni alquanto improbabili con presunte difese che aggravano ancora di pi๠la posizione di Padre Ernetti trasformandolo in un possibile mitomane ed è probabile che il cronovisore non sia mai esistito se non nella fantasia di Padre Ernetti.

Il libro è sostanzialmente questo e lascio al lettore giudicare sulla improbabile verità dei fatti.

Ma il testo è piacevole, ripeto sembra un giallo, anche se non si capisce bene perchè sia stato pubblicato senza prove a sostegno , soprattutto, col sottotitolo che allude ad un mistero del Vaticano di cui neppure si fornisce alcuna prova.