
Fare un buon film horror penso sia difficile quasi come girare una pellicola in grado di vincere un Oscar.
Sembrerà esagerata la mia affermazione, ma in questo genere la buccia di banana è sempre dietro l'angolo.
Guai se una scena che dovrebbe far rabbrividire finisce invece per far ridere, come spesso accade.
Non gradirebbero tutti quegli spettatori masochisti che pagano appositamente il biglietto per essere spaventati.
In un mondo sempre più carico di ansie e paure non dovrebbe nemmeno essere tanto difficile spaventare gli spettatori, in realtà davanti allo schermo di un cinema è diventato sempre più complicato.
Io, ad esempio, non apprezzo film horror dove i protagonisti sono vampiri, zombie o qualsiasi tipo di entità immaginaria.
Non mi spaventano.
Anzi, alcune scene sono talmente surreali che mi provocano riso anzichè paura.
Al contrario mi fanno rabbrividire i film che trattano di entità soprannaturali come il classico diavolo o morti che comunicano con il nostro mondo.
Proprio di questo secondo argomento si parla in "The Orphanage".
La location è abbastanza spettrale, ma non si discosta da tipici clichè da film horror: abitazione enorme, che per giunta è un ex orfanotrofio isolato dal resto del mondo.
Carlos e Laura decidono di comprare la casa, proprio perchè quest'ultima ha vissuto molti anni in quell'orfanotrofio.
I due genitori hanno un figlio adottivo, Simon, il quale appare alienato da una intensa solitudine scongiurata dalla comunicazione con alcuni amici immaginari.
Fin qui niente di male, in fondo cerca solo qualcuno con cui giocare anche se nella sua immaginazione.
I suoi contatti con questi amici, però, si intensificano fino al momento in cui sparisce.
La madre, disperata, prova in tutti i modi a ritrovare il figlio scomparso e si decide dopo alcune strane visioni e fatti strani che il mondo reale e le sue istituzioni non saanno à in grado di offrirle risposte.
Infatti bisognerà comunicare col mondo dei morti per capire se Laura potrà oppure no ritrovare il desaparecido Simon.
Ho usato una parola spagnola non a caso per ricollegarmi al fatto che il film è spagnolo.
Non essendo un assiduo spettatore di film iberici posso dire che ne sono rimasto ben impressionato.
Questo per dire che non serve essere americani o girare film a Hollywood per essere credibili.
Anzi, spesso gli statunitensi degenerano in scene dove il sangue la fa da padrone o comunque in momenti che causano una netta repulsione nello spettatore.
In questo film non c'è niente di tutto ciò.
La storia gradualmente offre una visione completa del perchè accadono tutti gli strani eventi descritti nel film, per cui lo spettatore non viene disorientato da trame complicate ma fondamentalmente senza senso, giustificate dal fatto che l'argomento è il soprannaturale.
E il finale?
Non si può prescindere da un buon finale nei film horror.
Se una pellicola viene portata avanti egregiamente con intensi colpi di scena ma il finale delude, tutto il film precipita.
The Orphanage, invece, non delude.
La parte finale, infatti, conclude dignitosamente un film riuscito.
L'attenzione rimane alta per tutto il film.
Cinque stelle. Meritate dal fatto che vi sono suspence, brividi ed una storia che regge.
Che volere di più?
Riuscirà Laura a trovare Simon?
A voi la risposta.......