
"Panic" a mio avviso rappresenta il culmine musicale/compositivo della band toscana "Death SS".
I DeathSS sono attivi come band fin dai primi anni 80 e il loro sound é devoto a sonorità metal molto oscure contraddistinte dall'amore morboso per il genere Horror e l'Occulto.
Dopo gli inizi dediti prima ad un Metal molto sperimentale (i primi demo e poi fino al CD "The Story of Death SS") e poi ad una breve parentesi orientata verso un piu' classico HEavy Metal ("Heavy Demons"), i Death SS nel 97 partoriscono un CD davvero fuori dagli standard intitolato "Do What Thou Wilt" e concentrato sul pensiero di ALeister Crowley. Per la prima volta infatti uniscono vaghi echi di elettronica al loro tipico sound Metal dando alla luce capolavori quali "Baron Samedi", "Scarlet Woman", "The Shrine In The Gloom" o "The Serpent Rainbow"; "Do What Thou Wilt" é un CD rabbioso ma allo stesso tempo molto melodico, peccato solo che la produzione non sia al top, ma questo problema viene risolto con il passaggio alla nuova era, quella di Panic.

La nuova era viene inaugurata con l'ennesimo cambio di formazione, ma anche di produzione (in cabina di comando la leggenda Neil Kernon di cui si sente la mano e soprattutto l'orecchio) preludio ad un balzo stilistico che offre il pretesto per una serie di critiche col senno di poi assolutamente immotivate (critiche tipiche del mondo "metallaro" italiano).
12 brani che mescolano elettronica e il Metal oscuro tipico dei DeathSS facendo rabbrividire "mostri sacri" del genere quali Marilyn Manson o Nine Inch Nails; la voce di Steve Sylvester non delude mai durante i 52 minuti di durata del CD e sfoggia una grande tecnica passando dalla cattiveria di Let The Sabbath Begin alla malsana dolcezza di Hermaphrodite (cover dei Limbo) e Tallow Doll.
I Death SS in versione high tech giocano con l'elettronica ma non ne restano schiavi, tirando addirittura il freno in sede compositiva (i veri propositi iconoclasti affiorerrano nel singolo "Lady Of Babylon" e in "Let The Sabbath Begin"), salvaguardando l'invisibile filo che lega il glorioso sound alle nebbie degli esordi. Non stupisca dunque l'inclusione dell'oscura "Rabies Is A Killer", parto miracoloso degli sfortunati Agony Bag, in un involucro che ben si amalgama alla nuova filosofia compositiva, incentrata su brani dalle strutture volutamente semplificate, mostrando un respiro armonico inedito.
I riff veloci di chitarra (ideati da Emil Bandera) ben caratterizzano i pezzi duettando abilmente con la doppia cassa, sempre ababstanza tirata, e i ritmi industrialoidi del batterista, nonché spesso diventano il sottofondo perfetto per le le melodie maligne di Oleg Smirnoff, autentico genio a mio avviso alle tastiere.
L'album passerà alla storia per gli interventi parlati del regista-mito Alejandro Jodorowsky (l'autore delle celebri pellicole "La Montagna Sacra", "El Topo", "Santa Sangrae"), prima incursione dell'artista nel mondo musicale tout court. Quando i grandi omaggiano i grandi...
Sito web ufficiale http://www.deathss.com/
Tracklist
1. Paraphernalia
2. Let The Sabbath Begin !!
3. Hi Tech Jesus
4. Lady Of Babylon
5. Equinox Of The Gods
6. Ishtar
7. The Cannibal Queen
8. Rabies Is A Killer !!
9. Tallow Doll
10. Hermaphrodite
11. Panic
12. Auto Sacramental
Durata totale 00:52:16
DEATH SS - Panic
Lucifer Rising
Self
Nei negozi dal
2000