Fuori da un evidente destino - Giorgio Faletti [ scheda libro ]

Apr
12

Quattro persone si ritrovano, a distanza di anni, al paese nel quale sono cresciuti.Tutti sono scappati da qualcosa o per inseguire qualcosa:
Jim per andare a pilotare elicotteri a New York. E fuggire i limiti del piccolo mondo dov'era nato.
Alan dal carriera predestinatogli dal padre. Carriera a cui ha preferito una scuola militare e, in seguito, la guerra in Iraq.
Swan per inseguire il successo cinematografico.
Infine April, l'unica ad essere stata via solo per pochi anni, dopo una esperienza come giornalista a Phoenix.

Il paese si chiama Flagstaff, ai confini della riserva Navajos, in Arizona, dove qualcuno vorrebbe iniziare una grandiosa opera di speculazione edilizia.
E ora il destino, la morte del nonno di Jim (un importante capo indiano), un film da girare nella riserva, li fa re-incontrare.
Ognuno di loro ha qualcosa da pardonare (o da farsi perdonare) dagli altri: Jim, in particolare ha tradito la fiducia nell'ex amico Alan e nella ex fidanzata April. Jim, il cui nome indiano è "tre uomini", è per metà indiano e per metà bianco: ibrido, come il doppio colore dei suoi occhi.
Nè rosso nè bianco.

Se fin ad ora ha potuto scappare dal suo passato e, soprattutto dalla sua natura, ora deve fare i conti col presente Con una serie di morti "misteriose": qualcuno o qualcosa uccide delle persone frantumandone le ossa. Cosa lega i morti tra loro? Perchè qualla morte orribile?

Jim, con l'aiuto di un anziano sciamano "Charlie Owl Begay" dovrà risalire al passato della sua gente, ad un antico fatto di sangue, il massacro di Flat Fields, per fermare un'antica maledizione che è tornata ad uccidere ai nostri giorni.

Se, raccontata così, la storia può sembrare interessante, letta nel libro non lo è altrettanto. Troppo lento nella prima parte, dove la trama stenta a decollare e ad appassionare: troppe descrizioni, troppo spazio alla riflessioni dei personaggi, dei luoghi. Che, alla fine, appesantiscono la lettura. Manca, all'inizio del libro, la vena di suspence, di tensione, che riemerge solo alla fine. Quando passato e presente sono destinati a reincontrasi. E un cerchio, per Jim, che si deve chiudere.

La parte migliore è quella centrale "Le origini", col salto indietro nel tempo, alla fine del 1800, con la narrazione del crimine da cui scaturisce tutta la violenza della furia vendicatrice. Che risvegliata ai giorni nostri, è tornata ad uccidere.Vendetta per la strage di una tribù di indiani Navajos, da parte di coloni bianchi alla ricerca del loro "evidente" destino di fortuna.
Come in "Niente di vero tranne gli occhi", Faletti torna a riutilizzare il paranormale, la magia (quasi in contrapposizione ad un mondo tecnologico dove tutto sembra sempre avere una spiegazione) come chiave del mistero che sta dietro alle morti.
Chi ama i paesaggi del sud-ovest dell'America, dell'Arizona, la cultura indiana (sulla quale Faletti si è dovuto documentare), troverà in questo libro una buona lettura. Per me, è un mezzo passo indietro rispetto ai precedenti gialli.