Le mummie di Ferentillo

Ago
29

Ci troviamo in Umbria ed esattamente a Ferentillo in provincia di Terni, ci si arriva percorrendo la SS 209 Valnerina da Terni in direzione Macerata/Norcia, il percorso comincia ad essere suggestivo da subito infatti prima di raggiungere la nostra meta si attraverserà una valle dove lo spettacolo della natura trova la sua massima rappresentazione nelle splendide cascate delle Marmore, di li a poco si arriva in zona Ferentillo.

Il paese, adagiato lungo una gola sovrastata da due rocche, è di aspetto medievale e sorge alla confluenza del torrente Salto del Cieco nel Nera; il fiume Nera divide l'abitato in due parti, Mattarella e Precetto. Le origini del paese risalgono al secolo VIII e la sua storia è legata a quella dell'Abbazia di S. Pietro in Valle.
(dal sito ufficiale di Ferentillo)
comune.ferentillo.tr.it

Di particolare interesse per noi è il museo nei pressi della Chiesa Santo Stefano è infatti noto in tutto il mondo per le mummie che vi sono custodite.
Le mummie di Ferentillo sono un fenomeno del tutto naturale dovuto alla presenza nel cimitero scavato nella roccia di microrganismi che unitamente alla particolare areazione dei locali impediscono ai cadaveri di putrefarre e danno vita ad una sorta di mummificazione naturale, per questo motivo nel 1871 un editto Napoleonico vietò la sepoltura degli abitanti di Fiorentillo nel loro cimitero dove si verificava questo strano ed inquietante fenomeno.
Il luogo è molto visitato edi è interessante sapere che per molte di quelle mummie vi sono vere e propie storie/leggende che ne raccontano la vita e sopratutto la morte, famosi sono l'Impiccato, l'Avvocato, gli Sposi Cinesi, la Ragazza col bambino ed il Gobbo Severino.

Sul sito agus.it/umbria sono riportate le storie di due di queste mummie che vi ripropongo:

L'AVVOCATO
Tra le ombre del vecchio borghetto della Contea di Precetto, una figura avvolta in un mantello nero avanzava tra la nebbia. Bussò con forza al grande portone. Il rumore del batacchio si perse nella notte fonda, fredda ed insidiosa. L'avvocato sedeva nel suo studio, ancora intento al disbrigo di alcune pratiche. Preso il lume si affrettò ad aprire. Riconobbe subito un suo amico. Era venuto per avvertirlo che un gregge stava distruggendo il suo oliveto. L'avvocato, senza esitare, si avvolse nella cappa e insieme si diressero su, verso la strada del convento di Santa Illuminata. Giunti all'incrocio con il sentiero del piano, ecco all'improvviso spuntare dalla grande quercia due individui che, con il coltellaccio alla mano, li assalirono. L'amico, falso e traditore, si unì a quelli e giù colpi alla cieca. L'avvocato, nonostante fosse stato colto alla sprovvista, siccome era aitante e coraggioso, trasse di tasca il coltello, inseparabile compagno in quei tempi, e cominciò a difendersi energicamente. Ma poco poté. Colpito a morte dai tre, ebbe tuttavia la forza, prima di cadere esanime, di uccidere il traditore che ora giace con lui per sempre.

IL GOBBO SEVERINO
Il gobbo Severino, viveva nei pressi della chiesa del Gonfalone e faceva il sacrestano, come suo padre. Severino era molto bravo a far di conto, ma aveva rifiutato l'impiego di contabile presso lo studio del notaio per poter condurre la vita che preferiva. Fin da fanciullo la sua infelicità lo aveva sempre emarginato dagli altri coetanei, a tal punto da fargli desiderare una vita solitaria e ritirata. Trovava comprensione soltanto nel curato don Giuseppe, il quale, santo uomo di nobili virtù, lo considerava come un figlio. Severino amministrava i beni della parrocchia, e, quando poteva, sottraeva qualche soldo per donarlo ai mendicanti. La sua malformazione peggiorava, via via, con il passare degli anni. E più invecchiava e più la gobba cresceva. Una sera, mentre ritornava dal vicino Umbriano, presso un crocevia incontrò un uomo misterioso, vestito di nero con un cappellaccio, il quale gli fece una strana proposta: se lo avesse seguito sarebbe stato liberato dalla sua infelicità. E chi se non il diavolo poteva azzardare un simile scambio? Severino lo capì subito. Capì che era venuto a tentare la sua fede. Senza esitazione e senza timore rispose che era meglio vivere gobbo e solo, ma in grazia di Dio, e continuò tranquillo il suo cammino. Severino visse a lungo, sempre caritatevole verso i poveri, gli orfani e le vedove, fermo nella sua fede e rassegnato per la sua gobba.

Informazioni utili:
Autostrada: A1 Roma-Firenze(uscita Orte)
proseguire lungo il raccordo autostradale Orte-Terni (uscita Terni est).
Seguire le indicazioni per Cascia, Norcia, procedere lungo la SS 209 in direzione di Ferentillo.
Treno: Linea Roma-Ancona, scendere alla stazione di Terni
Linea Roma-Firenze, scendere a Orte e prendere coincidenza per Terni.
Proseguire in Bus o con il taxi.
Aeroporti: ROMA Fiumicino - PERUGIA S. Egidio.