Gianfranco Stevanin, sesso e morte

Lug
23

Due donne sparite nel nulla, una prostituta violentata, il ritrovamento di un tronco umano nella proprietà di un agricoltore, una condanna per stupro , per lo stesso agricoltore sospettato anche di aver ucciso e occultato almeno due persone. Tutti questi avvenimenti sono legati tra loro da un unico nome: Gianfranco Stevanin accusato di aver commesso i succitati delitti. Lo Stevanin, nato a Montagnana (PD) il 2/10/1960, è uno stupratore feticista, un perverso violentatore. Nel gennaio 1994 sparisce la prima ragazza, l'altra sette mesi dopo. Nel novembre 1994 lo Stevanin viene arrestato per aver aggredito e violentato una prostituta somigliante alle due ragazze scomparse, Gabriella Muster. Nella sua villa a Terrazzo, vengono ritrovate delle fotografie porno, degli indumenti e meccanismi sadomaso, dei peli pubici femminili in una scatola e i vestiti i gioielli e i documenti delle due ragazze scomparse. Aumenta sempre di più la paura dopo aver ritrovato una carcassa umana nei terreni agricoli di Stevanin; si attende solo l'esame del DNA per scoprire a chi appartenevano quei resti uma

MA CHI ERANO LE DUE DONNE SPARITE NEL NULLA?
Claudia Pulejo, 29 anni, tossicodipendente, la sera del 15 gennaio indossava un vestito nero scollato degli stivaloni ed una borsetta. Si stava recando a casa di Stevanin, definito da alcuni giornali il "Re dei Feticisti", che le aveva promesso 15 scatole di Roipnol, un potente farmaco per le crisi di astinenza, in cambio di alcune foto per le quali la ragazza avrebbe dovuto posare. La proposta poteva essere allettante per la giovane tossicomane purtroppo però la giovane non fu più vista uscire dalla villa dello Stevanin. Tutti i suoi indumenti ed altri effetti personali furono ritrovati nella villa il giorno dopo l'arresto di Gianfranco Stevanin, il quale ha cercato di discolparsi asserendo che si trattava semplicemente di souvenir di avventure sessuali, che la giovane gli avrebbe ceduto spontaneamente. Ma se tutto ciò che la Pulejo aveva con se quella notte è stato ritrovato a casa di Stevanin , dove può essere andata una giovane , nuda, in una notte gelida come quella del 15 gennaio? La situazione diventa sempre più intrigante quando vengono trovati nella stessa villa i vestiti ed il passaporto di una prostituta serba, Biljana Pavlovic, 25 anni, scomparsa a metà luglio del 1994. Finora allo Stevanin si attribuiscono gli omicidi della minorenne mai completamente identificata di Claudia Pulejo, di Biljanas Pavlovic, di Blazenca Smoljo, e di Roswita Adlasnig. Restano da identificare invece alcune foto di ragazze rinvenute nell'abitazione dello Stevanin. Gli inquirenti stanno inoltre cercando Silvana Kovac, amica di Blazenka Smoljo, che dovrebbe avere la residenza nella zona di Verona e forse potrebbe essere a conoscenza di particolari utili alle indagini ancora in corso.

UNO STUPRO
La notte tra il 15 e il 16 novembre 1994 Gianfranco Stevanin si trova a Vicenza per rimorchiare una prostituta austriaca, Gabriella Mugser. Si recano nell'abitazione della famiglia Stevanin a Terrazzo, vicino Legnago, dove ovviamente non vi era nessuno. Dopo averle dato alcuni indumenti da indossare, scatta circa sette foto dopo le quali scatta la lite tra i due a causa di un'altra foto da fare in posizione degradante per la donna che per questo rifiuta. E' a questo punto che Stevanin prende una pistola a salve di marca Bruni, cal. 8, usata per minacciare la donna. Più tardi dopo aver sfondato la porta del bagno per recuperare la sua vittima, si recano in camera da letto dove il ragazzo violenta la donna. Decide di lasciarla andare solo quando la donna le promette venticinque milioni in cambio della sua libertà. Mentre l'accompagna verso la sua abitazione, all'altezza del casello autostradale di Vicenza ovest, la donna si getta fuori dalla macchina fermando una volante della Polstrada che arresta il giovane.da quel momento in poi inizia il vero e proprio incubo per i familiari delle vittime ed in particolare per i familiari delle ragazze sparite. Inseguito al suo arresto verrà perquisita l' abitazione dove oltre agli indumenti delle ragazze, il 3 luglio 1995, si effettuerà una scoperta estremamente agghiacciante: delle ossa umane dentro un sacco di juta, trovate nei terreni dello Stevanin , da un uomo che vi stava lavorando. Immediatamente viene svuotato il fossato dove erano state ritrovate le ossa, si scava nei terreni e nel letamaio dove affiorano una siringa, una boccetta con del liquido rosso ed un osso di grandi dimensioni. Si apprende in seguito che le ossa trovate nei campi non appartengono ne alla Pulejo, ne alla Pavlovic. Questo però ci suggerisce due ipotesi una delle quali andrebbe a favore di Stevanin: il colpevole potrebbe essere un altro serial killer. L'altra incolperebbe proprio Stevanin di aver commesso altri omicidi oltre a quelli della Pulejo e della Pavlovic.

Il profilo psicologico
Lo Stevanin, nato a Montagnana (PD) il 2/10/1960, è uno stupratore feticista, un perverso violentatore. Nel gennaio 1994 sparisce la prima ragazza, l'altra sette mesi dopo. Nel novembre 1994 lo Stevanin viene arrestato per aver aggredito e violentato una prostituta somigliante alle due ragazze scomparse, Gabriella Muster. Nella sua villa a Terrazzo, vengono ritrovate delle fotografie porno, degli indumenti e meccanismi sadomaso, dei peli pubici femminili in una scatola e i vestiti i gioielli e i documenti delle due ragazze scomparse. Aumenta sempre di più la paura dopo aver ritrovato una carcassa umana nei terreni agricoli di Stevanin; si attende solo l'esame del DNA per scoprire a chi appartenevano quei resti umani. Tutti ci poniamo di fondo un’unica domanda: "Chi è veramente Gianfranco Stevanin"? Il più feroce dei serial killer comparsi negli ultimi anni, capace di smembrare in non si sa quanti pezzi i cadaveri delle sue vittime? Un maniaco sessuale che nella ricerca esasperata del piacere è diventato un omicida involontario? Un folle che godeva solo se durante il rapporto sessuale sentiva le partner contorcersi negli spasimi agonici mentre le strangolava? Un uomo malato alle prese con un’altra identità, quasi un emulo di Jekill e Hyde, che sta cercando faticosamente di far emergere i frammenti di memoria, le schegge di follia che hanno attraversato la sua vita e di cui nega l’esistenza, come sostengono i suoi avvocati Daniele Accebbi, Cesare Dal Maso e Lino Roetta? Un minorato mentale, un "tontolone fanfarone" come lo credevano molti conoscenti e compaesani, che nemmeno si rende conto di quello che ha combinato? O una mente diabolica, che cede solo di fronte alle prove inoppugnabili che gli pongono di fronte i carabinieri e il pubblico ministero, ma non ammette nulla di più di quanto gli inquirenti già sanno e ciò che "confessa" lo dice in modo da confondere ancor più le acque? Oppure un narcisista megalomane convinto di essere più scaltro di giudici, avvocati, inquirenti, giornalisti e psichiatri messi insieme, che mena la danza delle rivelazioni come ritiene gli sia più utile? O ancora, il membro di una banda criminale dedita a pratiche sadomaso e alla produzione di orribili filmati in cui vengono riprese gli spasmi di giovani vittime agonizzanti? Una cosa è certa, Stevanin ormai è dentro di noi. E’ il lato oscuro della nostra ricca provincia, che sotto la placida e talora paciosa immagine superficiale nasconde inquietanti tensioni, che di tanto in tanto magmaticamente esplodono portando a galla orrori inenarrabili.

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