Frati picchiati perchè pedofili?

Ago
29

Continuano le indagini sulla rapina al convento di San Colombano Belmonte in provincia di Torino, in cui tre (ma forse quattro) uomini incappucciati hanno preso a bastonate quattro frati. Durante il sopralluogo i Ris hanno ritrovato alcuni bigliettini attaccati su uno scorrimano dietro il santuario, con su scritte, in grafia poso leggibile, frasi che accusano i religiosi feriti di essere dei pedofili.

Le indagini. Il ritrovamento dei post-it, attaccati dopo l'aggressione, non ha però convinto gli inquirenti per i quali si tratta probabilmente di un atto di sciacallaggio e non di una rivendicazione. La pista privilegiata resta quindi quella della rapina, anche se al momento non si escludono altre ipotesi, prima tra tutte quella di un vero e proprio raid punitivo contro i religiosi.

A dare credito all'ipotesi di una spedizione contro i frati c'è anche l'arcivescovo e cardinale di Torino Severino Poletto: "Quello che colpisce è che i malviventi non hanno chiesto nulla, ma hanno cominciato a picchiarli in testa con dei bastoni presi nella falegnameria del convento. E' vero che sono andati nelle celle a rovistare, ma l`aggressione è avvenuta alle persone è questo che ci fa riflettere".

Le condizioni delle vittime. Intanto si sono aggravate le condizioni di Emmanuele Battagliotti di 81 anni. Il frate è stato trasferito nel reparto di rianimazione del San Giovanni Bosco, dove è ricoverato anche Sergio Baldin, 49 anni, in coma da ieri e adesso in condizioni stabili. Le altre due vittime, le cui condizioni risultano meno gravi, saranno ascoltate nei prossimi giorni dal procuratore, per poter così chiarire se si è trattato di una rapina, oppure di un raid punitivo.

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Raid punitivo ? Forse. A 48 ore dalla selvaggia aggressione ai quattro frati del santuario di Belmonte, nell'alto canavese, il dubbio rimane. Toccherà ai carabinieri del Ris, arrivati oggi in Piemonte, aiutare i colleghi del Comando provinciale a trovare una soluzione. Quel che colpisce è la smisurata violenza messa in campo dai tre banditi incappucciati per poco più di 150 euro di bottino,almeno secondo una prima stima. Non si giustifica. Così come non c'é una spiegazione logica, al momento, per i "post-it" trovati oggi su un mancorrente, dietro il santuario, su cui c'era scritto "Vaticano...Preti pedofili, la galera non basta...bastonate" con una grafia poco chiara e in un italiano impreciso. Il ritrovamento dei messaggi potrebbe rafforzare l'ipotesi del raid punitivo ma c'é prudenza tra gli investigatori. "Dobbiamo verificare la loro attendibilità" si sono limitati a dire i carabinieri che stanno cercando di capire se i bigliettini sono il frutto di uno sciacallaggio.

"Una spedizione punitiva? Perché no? La dinamica di come sono andati i fatti direbbe di sì" ha detto oggi il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, ai microfoni del GR2 parlando dell'aggressione compiuta forse da "drogati o assatanati". "Un vero macello, una scena impressionante" ha riferito il cardinale che ieri, subito dopo i fatti, si è recato sul posto e in visita ai feriti. Poletto ha ribadito la dinamica, seppure sommaria, che è stata ricostruita: "Forse tre entrano in refettorio, mentre i frati stanno cenando e non chiedono dateci i soldi, diteci dove è la cassaforte, ma cominciano a dare bastonate in testa. Cominciando dal più anziano. Allora il guardiano, il più giovane, va in difesa e lo hanno massacrato. Quasi è moribondo".

Il frate più giovane è padre Sergio Baldin, 49 anni, che continua ad essere in stato di coma nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Giunto in ospedale, é stato subito sottoposto, nella notte tra martedì e ieri, a intervento chirurgico al cervello. Nei pochi minuti in cui oggi é stata sospesa la sedazione farmacologica, ha dato deboli segni neurologici che inducono i medici a un cauto ottimismo sulle sue possibilità di ripresa. Ma la scorsa notte si sono aggravate le condizioni di padre Emmanuele Battagliotti, 81 anni. Ricoverato all'ospedale di Cuorgné, è stato deciso il suo trasferimento al San Giovanni Bosco di Torino. Padre Emmanuele è cosciente, ma avendo riportato un vasto ematoma cerebrale a scopo cautelativo i medici hanno preferito portarlo all'ospedale torinese dove la presenza di un reparto efficiente di neurochirurgia permette di intervenire chirurgicamente con tempestività in caso la situazione lo richiedesse.

Al momento, i medici del San Giovanni Bosco ritengono che non ci sia bisogno di operarlo. Già ieri un'altra delle vittime della rapina, frà Salvatore Magliano, 86 anni, dapprima ricoverato a Cuorgné, era stato portato all'ospedale di Ivrea perché colpito da infarto. L'unico, al momento, che sembra in fase di ripresa è padre Martino Gurini, 76 anni, missionario in Bolivia che si trovava in visita al santuario di Belmonte la sera dell'aggressione. Una soluzione del giallo di Belmonte potrebbe arrivare dal lavoro del Ris. Aiutati da un esperto della sezione investigativa scientifica del Comando provinciale di Torino, due militari di Parma hanno isolato i luoghi dove sono avvenuti i pestaggi con le spranghe ed hanno repertato alcuni oggetti. L'obiettivo è isolare Dna o impronte differenti da quelli dei frati aggrediti. Ed è in questo lavoro che sono stati trovati i bigliettini. Un elemento in più su cui lavorare.

CARD.POLETTO: OCCORRE SUSSULTO LEGALITA'
"C'é bisogno di un sussulto non solo di legalità, ma anche delle coscienze": lo afferma l'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, alla Radio Vaticana, dopo la brutale aggressione, avvenuta martedì sera, nei confronti di quattro Frati Minori nel Santuario mariano di Belmonte, in provincia di Torino. Il cardinale ha espresso "costernazione e un certo stordimento di fronte all'efferatezza con cui questi tre uomini sono entrati nel refettorio del Convento, senza parlare né chiedere nulla".

Anche se le indagini sembrano dirigersi verso la pista del furto, di fatto "l'aggressione è avvenuta alle persone". "Sono segnali - ha affermato Poletto - che fanno riflettere sul fatto che viviamo in una società in cui non c'é rispetto delle persone, non c'é rispetto delle cose altrui e quindi c'é bisogno di formazione delle coscienze. C'é bisogno di una sensibilità, di un sussulto non solo di legalità ma anche di coscienza". L'arcivescovo celebrerà, il prossimo 31 agosto, una messa nel Santuario di Nostra Signora di Belmonte, teatro delle violenze.

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