IL CANCRO NON E’ UNA MALATTIA

Giu
9

Ciò che state per leggere potrebbe sconvolgere o smantellare dalle fondamenta tutto ciò che credete di sapere sul vostro corpo, sulla salute e sulla guarigione. Il titolo [di questo libro], Il cancro non è una malattia, potrà essere spiazzante per molti, provocatorio per alcuni, certo incoraggiante per tutti. Questo libro rappresenterà una rivelazione per coloro che possiedano una mente sufficientemente aperta da prendere in considerazione la possibilità che il cancro e altri disturbi debilitanti non siano vere e proprie malattie, bensì un ultimo disperato tentativo del corpo di restare in vita finché le circostanze lo permettono.

Forse resterete stupiti nell’apprendere che una persona affetta dalle principali cause del cancro (che sono poi la vera malattia) morirebbe probabilmente molto in fretta se non sviluppasse cellule cancerose. In quest’opera, cercherò di fornire le prove di questo fatto.

Affermo anche che il cancro compare soltanto dopo che tutte le altre difese e tutti gli altri meccanismi di guarigione dell’organismo hanno fallito. In circostanze estreme, l’esposizione a quantità massicce di agenti in grado di causare il cancro (carcinogeni) può provocare un collasso delle difese dell’organismo nell’arco di qualche settimana o qualche mese e permettere la crescita rapida e aggressiva di un tumore. Normalmente, però, ci vogliono molti anni, o perfino decenni, perché questi cosiddetti “tumori maligni” si formino.

Sfortunatamente, l’incomprensione di base o l’assoluta mancanza di conoscenza sulle ragioni che stanno dietro alla crescita dei tumori hanno trasformato i tumori “maligni” in mostri spaventosi senza altro scopo che quello di ucciderci per punirci dei nostri peccati o di aver abusato del nostro corpo. Invece, come state per scoprire, il cancro è dalla nostra parte, non contro di noi. Se non modifichiamo la nostra percezione di ciò che il cancro è realmente, esso continuerà a resistere alle cure, soprattutto ai metodi più “avanzati”. Se avete il cancro, e se il cancro è davvero parte di un complesso meccanismo di sopravvivenza del corpo e non una malattia – come io sostengo – dovrete trovare delle risposte alle seguenti, pressanti domande:

- Quali ragioni spingono il vostro corpo a sviluppare cellule cancerose?

- Una volta identificate queste ragioni, sarete in grado di modificarle? Che cos’è che determina la tipologia e la gravità del cancro da cui siete affetti?

- Se il cancro è davvero un meccanismo di sopravvivenza, cosa bisogna fare per impedire al corpo di ricorrere a questa drastica misura difensiva?

- Poiché il design genetico originale del corpo favorisce sempre la preservazione della vita e la protezione contro le avversità di ogni tipo, perché il corpo dovrebbe permettere l’autodistruzione?

- Perché quasi tutti i tipi di cancro tendono a scomparire da soli, senza bisogno di interventi medici?

- Le radiazioni, la chemioterapia, la chirurgia, servono davvero a curare il cancro oppure coloro che sopravvivono al cancro guariscono per altre ragioni, NONOSTANTE questi trattamenti radicali e pieni di effetti collaterali?

- Che ruolo giocano la paura, la frustrazione, l’autocommiserazione e la rabbia repressa nell’origine e negli esiti del cancro?

- Qual è la lezione di crescita spirituale che viene dal cancro?

Per affrontare le cause che stanno alla radice del cancro, dovrete trovare risposte concrete e soddisfacenti alle domande suddette. Se sentite in voi l’urgenza di dare un senso a questo evento in grado di cambiare la vita (il cancro è appunto questo), probabilmente ne guarirete. Il cancro può essere la vostra più grande opportunità di ripristinare l’equilibrio in tutti gli aspetti della vostra vita, ma può anche essere messaggero di traumi e sofferenze di enormi proporzioni. In un caso o nell’altro, siete sempre voi che controllate il vostro corpo.

Per vivere in un corpo umano, dovete avere accesso a una certa quantità di energia in grado di sostenere la vita. Potete usare questa energia per nutrirvi e sostenervi, oppure per debilitarvi e autodistruggervi. Nel caso in cui, consciamente o inconsciamente, scegliate la negligenza e l’abuso, anziché l’attenzione e il rispetto per voi stessi, il vostro corpo si troverà probabilmente a lottare per sopravvivere.

Il cancro è solo uno dei molti sistemi con cui il corpo cerca di modificare il modo in cui vedete e trattate voi stessi, compreso il vostro corpo. Questo ci porta inevitabilmente a parlare della salute spirituale, che gioca nel cancro un ruolo importante almeno quanto quello delle cause fisiche ed emotive.

Il cancro sembra essere una patologia confusa e imprevedibile. Sembra colpire chi è molto felice e chi è molto triste, ricchi e poveri, fumatori e non fumatori, persone in salute e persone meno in salute. Il cancro può colpire persone di ogni occupazione ed estrazione sociale. Tuttavia, se osate dare uno sguardo dietro la maschera dei suoi sintomi fisici, come la tipologia, l’aspetto e il comportamento delle cellule cancerose, scoprirete che il cancro non è poi così casuale e imprevedibile come sembra.

Cos’è che rende il 50% della popolazione americana così propensa ad ammalarsi di cancro, mentre l’altra metà della popolazione non corre alcun rischio? Incolpare la genetica non è che un pretesto che copre l’ignoranza delle cause reali. Del resto, qualsiasi bravo ricercatore genetico potrebbe dirvi che una simile convinzione è priva di ogni logica e del tutto antiscientifica (come spiegato nel libro).

Il cancro è sempre stato una malattia estremamente rara, tranne che nelle nazioni industrializzate degli ultimi 40-50 anni. I geni umani non hanno subito cambiamenti significativi per migliaia di anni. Perché avrebbero dovuto cambiare soltanto adesso in modo così drastico e decidere improvvisamente di uccidere moltitudini di persone? La risposta a questa domanda è straordinariamente semplice: i geni danneggiati o difettosi non uccidono nessuno. Il cancro non uccide la persona che ne è affetta! Ciò che uccide un paziente non è il tumore, ma le numerose ragioni che stanno dietro la mutazione delle cellule e la crescita tumorale. Queste cause dovrebbero essere il punto nodale di ogni trattamento contro il cancro, eppure la maggior parte degli oncologi è abituata ad ignorarle. Conflitti costanti, senso di colpa e di vergogna, ad esempio, possono facilmente paralizzare le più importanti funzioni del corpo e portare alla crescita di un tumore.

Dopo aver visitato migliaia di pazienti ammalati di cancro nell’arco di tre decenni, ho iniziato a riconoscere certi caratteristici modi di pensare, di credere e di sentire che sono comuni a molti di loro. Per essere più specifico, devo ancora incontrare un ammalato di cancro che non si senta gravato da una pessima immagine di se stesso, da conflitti irrisolti, da preoccupazioni, da traumi emotivi del passato ancora presenti nel suo subconscio. Il cancro, come malattia fisica, non si presenta se non di fronte a un forte disagio emotivo sottostante e ad una frustrazione profondamente radicata.

I pazienti ammalati di cancro soffrono tipicamente di mancanza di autostima e di autoconsiderazione e presentano spesso ciò che io chiamo un “problema irrisolto” nella loro vita. Il cancro può essere la spia di un conflitto interno di questo tipo. In più, il cancro può aiutarli ad affrontare questo conflitto e contemporaneamente a guarire. Per estirpare le erbacce, bisogna strapparle insieme alle loro radici. E’ così che dobbiamo affrontare il cancro, altrimenti, prima o poi, tornerà.

La seguente proposizione è molto importante nel nostro approccio al cancro: “Non è il cancro che fa stare male una persona; è il suo stare male che provoca il cancro”. Perché il cancro venga curato con successo, occorre che una persona ricostruisca l’interezza di ogni livello del proprio corpo, della propria mente, del proprio spirito. Una volta che le cause del cancro saranno state identificate, risulterà evidente che cosa è necessario fare per ottenere una guarigione completa.

E’ noto in medicina che ogni persona, in qualunque momento, ha nel proprio corpo delle cellule cancerose. Queste cellule non possono essere rilevate dai normali test fino a quando non si moltiplicano, diventando diversi miliardi. Quando i dottori annunciano ai loro pazienti che le cure prescritte hanno eliminato con successo tutte le cellule cancerose, si riferiscono solo alla quantità di cellule rilevabile dagli appositi test. Le normali cure contro il cancro possono abbassare il numero di cellule cancerose fino a livelli non più rilevabili, ma questo non significa che siano state completamente sradicate. Finché le cause della crescita tumorale restano intatte, il cancro può svilupparsi nuovamente in qualunque momento e con qualunque rapidità.

Curare il cancro ha ben poco a che fare con il liberarsi di un gruppo di cellule cancerose rilevabili. Trattamenti come la chemioterapia e le radiazioni sono certamente in grado di avvelenare o distruggere molte cellule cancerose, ma distruggono anche cellule sane nel midollo spinale, nel tratto gastrointestinale, nel fegato, nei reni, nel cuore, nei polmoni, ecc. il che porta spesso a danni permanenti e irreparabili di interi organi e sistemi dell’organismo. Una vera cura contro il cancro non può aver luogo a costo di distruggere altre parti vitali del corpo.

Ogni anno, centinaia di migliaia di persone curate “con successo” dal cancro, muoiono di infezioni, attacchi cardiaci, disfunzioni epatiche, renali e altre patologie, poiché i trattamenti anticancro producono una grande quantità di infiammazioni e devastazioni negli organi e nei sistemi del corpo. Ovviamente queste cause di morte non vengono imputate al cancro. Tale omissione statistica fa sembrare che si stiano facendo progressi nella lotta contro il cancro. In realtà, muoiono molte più persone a causa delle cure contro il cancro che per il cancro in sé. Una vera cura contro il cancro si potrà ottenere solo quando le cause della crescita eccessiva delle cellule cancerose saranno state rimosse o arrestate.

Il potere della parola

Il cancro è la seconda causa di morte in America. Secondo l’American Cancer Society, circa 1,2 milioni di casi di cancro verranno diagnosticati negli USA nel 2008. Più di 552.000 americani moriranno per questo motivo. Tra gli uomini, le tre diagnosi di cancro che si prevedono più diffuse sono quelle di cancro alla prostata (180.400 casi), cancro ai polmoni (89.500 casi) e cancro al retto (63.600). I tipi di cancro più diffusi tra le donne sono il cancro al seno (182.800 casi), cancro ai polmoni (74.600) e cancro al retto (66.600).

“Cancro” non è solo una parola, ma anche la definizione di un comportamento insolito o anomalo delle cellule del corpo. Tuttavia, in un contesto completamente differente, “cancro” è anche il nome di un segno zodiacale. Se qualcuno vi dice che siete del “cancro”, inizierete forse a tremare per paura di morire? Improbabile, visto che essere del segno zodiacale “cancro” non implica avere il cancro nel senso di malattia. Ma se il vostro dottore vi chiamasse nel suo ufficio e vi dicesse che avete il cancro, probabilmente vi sentireste paralizzato, confuso, terrorizzato, disperato o tutte queste cose insieme.

La parola “cancro” possiede il potenziale per giocare un ruolo assai inquietante e sgradevole, quello di emettere una sentenza di condanna a morte. Sembra quasi che l’essere ammalati di cancro inizi con una diagnosi di cancro, quando invece le cause potrebbero essere già presenti da molti anni prima che iniziassero i malori. Nell’arco di un breve momento, la parola “cancro” può capovolgere completamente il mondo di una persona.

Chi o che cosa ha mai concesso a questa semplice parola o definizione il potere di decidere della vita e della morte? Ed è poi davvero così? Non potrebbe darsi che la nostra convinzione sociale, collettiva che il cancro sia una malattia che uccide, congiunta ai trattamenti aggressivi che seguono la diagnosi, sia la vera responsabile dell’attuale, drammatica espansione del cancro nell’emisfero occidentale? Troppo azzardato, direte! In questo libro, comunque, io sostengo che il cancro non può avere alcun potere né alcun controllo su di noi se non gli permettiamo di crescere in risposta a convinzioni, percezioni, attitudini, pensieri, sentimenti che possediamo e alle scelte di vita che facciamo.

Avremmo ancora tanta paura del cancro se sapessimo cosa lo provoca o almeno capissimo qual è il suo scopo basilare? Probabilmente no. Se conoscessimo la verità, faremmo di tutto per rimuovere le cause e, quindi, creare le precondizioni perché il corpo guarisca da solo.

Avere scarsa conoscenza (che è ciò che chiamiamo ignoranza) è, in effetti, una cosa pericolosa. Quasi ogni persona, almeno nel mondo industrializzato, sa bene che bere acqua da una palude o da un lago inquinato può provocare diarrea e far rischiare la vita, eppure sono in pochi a capire che covare risentimento, rabbia e paura, mangiare “fast food”, additivi chimici e dolcificanti artificiali, non è meno pericoloso che bere acqua inquinata; ci vuole solo un po’ più tempo per uccidere una persona di quanto ne richieda un piccolo batterio.

Valutazione errata

Tutti noi sappiamo che se una casa ha solide fondamenta potrà resistere meglio ad agenti esterni, come ad esempio una tempesta. Come vedremo, il cancro non è altro che un indicatore del fatto che c’è qualcosa che manca nel nostro corpo e nella nostra vita intesa nella sua interezza. Il cancro è indice che la vita nel suo complesso (fisica, mentale e spirituale) poggia su fondamenta incerte ed è, a dir poco, piuttosto fragile. Sarebbe sciocco, da parte di un giardiniere, innaffiare le foglie appassite di un albero, pur sapendo benissimo che il vero problema non è dove sembra essere, cioè a livello di sintomi (le foglie secche). Innaffiando le radici della pianta, egli si rivolgerà direttamente alla causa del fenomeno e di conseguenza la pianta potrà riprendersi in modo rapido ed automatico.

Per l’occhio esperto di un giardiniere, le foglie appassite sono solo un sintomo, non certo mortale. Egli capisce che la deidratazione delle foglie non è che la conseguenza di una mancanza del nutrimento di cui hanno bisogno per sostentare se stesse e il resto della pianta.

Per quanto questa metafora naturalistica possa sembrare banale, essa ci consente di comprendere in profondità i complicati processi patologici dell’organismo umano. Essa descrive con precisione uno dei più potenti e fondamentali princìpi che stanno alla base di ogni forma di vita sul pianeta. Per quanta abilità possiamo aver sviluppato nel manipolare le funzioni del nostro corpo attraverso gli strumenti della medicina allopatica, il principio basilare dell’evoluzione non può essere violato senza dover pagare, come prezzo, quello di sofferenza e dolore – fisico, emotivo e spirituale – come effetto accessorio.

Io contesto con forza l’affermazione secondo la quale il cancro è una malattia che uccide. Al contrario, dimostrerò che il cancro non è affatto una malattia. Molte persone, che si erano viste diagnosticare un cancro “terminale”, hanno sfidato questa prognosi e ottenuto una totale guarigione.

Il bisogno di risposte

Non esiste tipologia di cancro, non importa quanto avanzata, a cui qualcuno non sia sopravvissuto. Se anche una sola persona è riuscita a guarire dal cancro, deve esistere un meccanismo che lo consente, proprio come esiste un meccanismo che genera il cancro. Ogni persona su questo pianeta ha la capacità di fare entrambe le cose. Se vi è stato diagnosticato il cancro, forse non sarete in grado di modificare la diagnosi, ma avete certamente il potere per agire sulle devastanti conseguenze che essa (la diagnosi) può avere su di voi. Il modo in cui guarderete al cancro e i passi che compirete dopo la diagnosi saranno gli elementi determinanti della vostra futura guarigione (o non guarigione).

Il riferirsi indiscriminatamente al cancro come a una “malattia mortale”, da parte di specialisti e gente comune, ha trasformato il cancro in una patologia dalle tragiche conseguenze per la maggioranza dei pazienti e delle loro famiglie. “Cancro” è divenuto sinonimo di immensa sofferenza, dolore e morte. E questo nonostante il fatto che il 90-95% di tutte le tipologie di cancro appaia e scompaia per conto proprio. Non passa giorno senza che il corpo produca milioni di cellule cancerose. Certe persone, se sottoposte temporaneamente a forte stress, producono più cellule cancerose del normale, che si raggruppano in ammassi e che poi spariscono quando la persona si sente meglio. La secrezione della sostanza anticancro contenuta nel DNA, l’interleuchina II, si abbassa in condizioni di stress fisico e mentale, per poi tornare alla normalità in condizioni di gioia e rilassamento. Per questo motivo, accade spesso che il cancro scompaia senza bisogno di alcun intervento medico e senza produrre danni concreti.

Proprio in questo momento, milioni di persone vanno tranquillamente in giro pur avendo dentro di sé il cancro, perché non hanno la minima consapevolezza di averlo. Vale a dire, milioni di persone guariscono dal cancro senza neanche saperlo. Infine, esistono molte più guarigioni spontanee dal cancro di quanti siano i casi di cancro diagnosticati e curati.

La verità è che sono assai pochi i casi di cancro che diventano “terminali”. Inoltre, una volta diagnosticate, alla maggior parte di queste patologie non viene lasciata la minima possibilità di guarire spontaneamente. Vengono immediatamente bersagliate con un arsenale di armi letali miranti alla distruzione delle cellule, come farmaci chemioterapici, radiazioni e bisturi da chirurgo. Il problema dei malati di cancro è che, terrorizzati dalla diagnosi, sottopongono i propri corpi a queste procedure che tagliano, bruciano, avvelenano e con ogni probabilità li conducono alla sentenza finale: “Dobbiamo dirle, con il più profondo dispiacere, che non c’è più nulla che si possa fare per lei”.

La domanda più importante non è quanto sia avanzata o pericolosa una tipologia di cancro, ma cosa sia necessario fare per non morirne. Perché certe persone superano il cancro come se fosse un raffreddore? Sono solo fortunate o esiste un meccanismo che mette in moto la guarigione? In altre parole, quali sono gli elementi che impediscono al corpo di guarire dal cancro in modo naturale, quali elementi nascosti rendono il cancro così pericoloso, se poi è pericoloso davvero?

La risposta a queste domande sta nella reazione della persona che si ammala di cancro e non nel livello di “malignità” o nello stadio più o meno avanzato a cui sembra essere progredito. Pensate che il cancro sia una malattia? Probabilmente risponderete di sì, vista l’opinione “autorevole” che l’industria farmaceutica e i mass media hanno inculcato alle masse per molti decenni. Eppure, la domanda più importante, quella che ci si pone di rado, rimane: “Perché credete che il cancro sia una malattia?”. Potreste rispondere: “Perché io so che il cancro uccide tutti i giorni qualche persona”. Vi chiedo: “E come fate a sapere che è il cancro che le uccide?”. Obietterete che molte persone che hanno il cancro, muoiono, quindi dev’essere per forza il cancro che le uccide. Del resto, vi direte, tutti i medici più esperti ci dicono così.

Lasciate che vi ponga un’altra domanda, una domanda piuttosto strana. “Come fate a essere certi di essere figli di vostro padre e non di un altro uomo?”. Perché vostra madre vi ha detto così? Cosa vi fa pensare che vostra madre vi abbia detto la verità? Probabilmente il fatto che voi le credete e non avete alcuna ragione di non farlo. In fondo è vostra madre e le mamme non mentono su queste cose. O forse sì? Anche se non saprete mai se la persona che credete essere vostro padre lo sia davvero, avete comunque trasformato ciò che credete a livello soggettivo in qualcosa che “sapete”, una verità irrefutabile.

Benché non esista alcuna prova scientifica che il cancro sia una malattia (anziché un meccanismo di sopravvivenza), molte persone continueranno a credere che sia una malattia perché così gli è stato detto di credere. Ma la loro convinzione è solo un sentito dire, fondato sulle opinioni di altre persone. Queste altre persone lo hanno sentito dire da qualcun altro. Alla fine, la “verità” secondo la quale il cancro sarebbe una malattia può essere ricondotta a pochi medici che hanno espresso le loro personali convinzioni e sensazioni su ciò che avevano osservato e le hanno riportate in articoli e saggi di medicina. Altri dottori si sono trovati d’accordo con la loro opinione e così, in breve tempo, è diventato un fatto “assodato” che il cancro sia una terribile malattia che in qualche modo si impadronisce delle persone per ucciderle. In realtà, la verità potrebbe essere molto diversa.

Saggezza delle cellule cancerose

Le cellule cancerose non sono parte di un processo patologico nocivo. Quando tali cellule si diffondono (metastatizzano) nel corpo, il loro scopo e obiettivo non è quello di distruggere funzioni corporee vitali, infettare cellule sane e annichilire il proprio ospite (il corpo). L’autodistruzione non fa parte del comportamento di nessuna cellula, a meno che, ovviamente, non si tratti di una cellula vecchia e pronta per essere sostituita. Le cellule cancerose, come ogni altra cellula, sanno che se il corpo muore anche loro moriranno. Solo perché tanta gente immagina che funzione delle cellule cancerose sia quella di distruggere il corpo, ciò non vuol dire che esse abbiano davvero lo scopo o la capacità di farlo.

Un tumore non è la causa della distruzione graduale del corpo, né lo porta davvero alla morte. Non c’è nulla in una cellula cancerosa che abbia anche solo remotamente la capacità di uccidere. Ciò che conduce alla disfunzione di un organo o dell’intero organismo è il depauperamento di tessuto cellulare provocato dalla privazione prolungata di elementi nutritivi e forza vitale. La drastica riduzione o l’interruzione dell’apporto di sostanze nutrienti vitali alle cellule di un organo non è in realtà una conseguenza del tumore, bensì la sua causa principale.

Per definizione, una cellula cancerosa è una cellula normale e sana che ha subìto una mutazione genetica tale da consentirle di vivere in un ambiente anaerobico (cioè privo di ossigeno). In altre parole, se si priva un gruppo di cellule dell’ossigeno (loro principale fonte d’energia), alcune di esse moriranno, ma altre riusciranno ad alterare la propria programmazione genetica e a mutare in modo piuttosto ingegnoso: riusciranno a vivere senza ossigeno e a ricavare parte del loro fabbisogno energetico dai prodotti di scarto del metabolismo cellulare.

Sarà più semplice comprendere il fenomeno delle cellule cancerose attraverso un paragone con i comuni microrganismi. I batteri, ad esempio, si dividono in due principali gruppi, aerobici e anaerobici, cioè batteri che hanno bisogno di ossigeno e batteri che non ne hanno bisogno. E’ importante capire questo punto, poiché nel nostro corpo vi sono più batteri che cellule. I batteri aerobici prosperano negli ambienti ossigenati. Essi contribuiscono alla digestione dei cibi e alla produzione di importanti elementi nutritivi, come la vitamina B. I batteri anaerobici, al contrario, possono comparire e crescere in ambienti non raggiunti dall’ossigeno. Essi provvedono ad eliminare le scorie, i depositi di sostanze tossiche e le cellule morte.

Il corpo considera il cancro una difesa dell’organismo, al punto tale che favorisce perfino la crescita di nuovi vasi sanguigni per garantire l’indispensabile apporto di glucosio e, dunque, la sopravvivenza e la diffusione delle cellule cancerose. L’organismo sa che le cellule cancerose non provocano, ma impediscono la morte; almeno per un certo tempo, cioè fino a quando la debilitazione di un organo porta al collasso dell’intero organismo. Se il meccanismo che mette in moto il cancro (fattori causali) viene affrontato nel modo appropriato, è possibile scongiurare tale risultato.

Si crede, di norma, che il nostro sistema immunitario ci protegga contro il cancro. Questo è vero solo in parte. Da un lato, il sistema immunitario distrugge con efficacia i milioni di cellule cancerose che un organismo sano produce come parte del quotidiano ricambio di 30 miliardi di cellule. Ma da un altro lato, il sistema immunitario non intraprende alcuna azione per eliminare le cellule cancerose che si sviluppano a seguito di accumulo di tossine, congestione e stress emotivo.

Tutti i tessuti del corpo, compresi quelli cancerosi, sono ricchi di globuli bianchi che dovrebbero eliminare il cancro, come le cellule T. Ad esempio, in caso di cancro al rene o di melanoma, i globuli bianchi possono costituire fino al 50% della massa cancerosa. Poiché queste cellule T riconoscono con facilità tessuti cellulari estranei o mutati come quelli delle cellule cancerose, ci si aspetterebbe che queste ultime venissero attaccate dalle cellule immunitarie. Invece il sistema immunitario permette alle cellule cancerose di servirsi delle sue funzioni per incrementare ed espandere il cancro ad altre parti del corpo. Le cellule cancerose producono specifiche proteine che dicono alle cellule immunitarie di non intralciarle e di aiutarle a crescere.

Perché il sistema immunitario dovrebbe collaborare con le cellule cancerose per l’estensione dei tumori? Perché il cancro è un meccanismo di sopravvivenza, non una malattia. Il corpo si serve del cancro per tenere lontane dal sistema circolatorio e linfatico – quindi dal cuore, dal cervello e da altri organi vitali - alcune letali sostanze carcinogeniche e altre scorie metaboliche dannose. Uccidere le cellule cancerose metterebbe a rischio la sua stessa sopravvivenza. Ripulire il corpo dalle tossine e dalle scorie accumulate con i metodi descritti nel mio libro Timeless Secrets of Health and Rejuvenation elimina la necessità delle cellule del cancro.

Il cancro non è una malattia; è l’ultimo e più disperato meccanismo di sopravvivenza che il corpo abbia a disposizione. Prende il controllo dell’organismo solo quando tutte le altre misure di autoconservazione sono fallite. Per guarire davvero il cancro e ciò che esso rappresenta nella vita di una persona, dobbiamo arrivare a capire che il motivo per cui il corpo consente ad alcune delle sue cellule di moltiplicarsi in modo anormale è di perseguire il proprio interesse, non di autodistruggersi. Il cancro è un tentativo di guarigione che il corpo compie a favore del corpo. Bloccare questo tentativo di guarigione, può distruggere l’organismo. Sostenere il corpo nel suo tentativo di guarigione, potrebbe salvarlo.

Estratto dal libro Cancer is not a disease di Andreas Moritz

Traduzione di Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/